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giovedì 14 febbraio 2013

Buon San Valentino!




Oggi è San Valentino e in Giappone è un giorno molto particolare, non lo è solo per noi. Ma in questo paese, questa ricorrenza,  ha una risonanza più dolce, ha il sapore nuovo ed eccitante del vero e proprio primo amore. Risuona allo stesso modo ad ogni cotta e innamoramento, in pratica sembra di rivivere una scena di shojou manga ogni volta che una ragazza, chiamiamola Momoko, porge, al ragazzo che le piace, il suo cioccolato. Quel cioccolato che ha lavorato con tanto amore a casa; lo ha fatto sciogliere nel pentolino, lo ha versato nello stampino a forma di cuore e nell'attesa che il cioccolato si freddi, fantastica su come sarebbe potuta svolgersi la scena del momento in cui avrebbe dato il suo regalo a Hiroshi, chiamiamolo così.
Oppure la nostra Momoko, pigra o magari negata in cucina, ha semplicemente deciso di comprare quelle perfette e armoniose confezioni di cioccolatini, biscotti a forma di cuore o forse una mini tortina.
Ed ora viene il bello e la particolarità di tutto questo, che non si riduce all'azione del dare il cioccolato o regalo, assume un aspetto quasi da galateo del corteggiamento; la ragazza non riceverà risposta alla sua muta dichiarazione fino al 14 di Marzo, chiamato White Day, giorno in cui i ragazzi che hanno ricevuto il cioccolato con confessione d'amore annessa, dovranno dare una risposta, con un regalo o un dolce prettamente di colore bianco, alla trepidante e innamorata ragazza, che per tutto il mese d'attesa, magari si limiterà ad osservalo sempre da lontano, oppure saranno amici e parleranno a spizzichi e bocconi, con impaccio, fino all'arrivo di quel 14 Marzo.
Noi oggi, giorno di San Valentino, limitiamoci a mangiarci tanta cioccolata e nel frattempo facciamo il tifo per  Momoko ;D.

Buon San Valentino dai ChokoreTomodachi 

sabato 8 dicembre 2012

KuRiSuMaSu★⋰⋱★⋰⋱★

Come sapete tomodachi, in Giappone il Natale viene festeggiato diversamente da come lo celebriamo noi. Forse ha una natura un po' più consumistica, ma a mio parere mantiene vivo lo spirito natalizio in sé. Le strade vengono sommerse di luci colorate e ora mai in Giappone è tradizione preparare la "Kurisumasu keki", ovvero la Christmas cake, torta di Natale, fatta di pan di spagna, fragole e tanta panna ( la mia preferita insomma ;D). 
Il 24 Dicembre si scambiano i regali e si organizzano piccole festicciole ^_^. 
Le scuole si fermano, perché nella settimana di Natale è festa nazionale per via del fatto che in quei giorni cade il compleanno dell'imperatore. Le vacanze sono di ben due settimane come da noi, ma in Giappone, la festa più attesa di Dicembre, è quella di capodanno e in seguito il primo Gennaio dove tutti si recano al tempio per pregare e sperare che i propositi per il nuovo anno vadano a buon fine.



mercoledì 29 agosto 2012

Ho proprio fame...ho voglia di un o-bento!



Salve a tutti, dopo una lunga assenza (dovuta alla malattia), eccomi qui oggi a parlarvi di qualcosa che sicuramente conoscerete e che avrete visto molto spesso in anime e manga, sopratutto quelli che sono stati trasmessi e stampati a cavallo degli anni 60', 70', 80' e 90'.
Ultimamente ne vedo molti meno nelle nuove pubblicazione di nuova generazione, d'altronde è normale anche in Giappone alcune abitudini posso cambiare, no?
Quello di cui vi parlerò oggi è il bento! :D bentō (お弁当 obentō).
Il bento è un cofanetto di forma rettangolare, ma ne esistono anche di molte altre forme, dove viene sistemato al suo interno del cibo. Solitamente il bento viene consumato a mezzogiorno  (昼ご飯 hirugohan). La scatola è divisa in piccoli scomparti, che possono essere di egual misura oppure di uno scomparto più grande e altri più contenuti. Ma credo che questo dipenda dai gusti e dall'utilizzo che se voglia fare. 
Viene raccolto in della stoffa insieme alle  (箸 hashi), quelle che noi conosciamo come le bacchette, il tutto viene presentato come un piccolo e grazioso sacchettino. Tutto in questo singolare e artistico oggetto viene disposto nella maniera più precisa e armonica possibile. Il cibo al suo interno, l'abbinamento delle hashi, il cibo e la tovaglietta che lo avvolge.
Le scatole bentō sono di vari materiali e dimensioni: possono essere di plastica usa e getta, di legno o metallo. Semplici, stampate, decorate oppure addirittura opere artistiche laccate e fatte a mano. Alcuni hanno uno scompartimento thermos, che contiene riso mantenuto caldo o miso, normalmente utilizzato come bevanda per il pranzo al posto di acqua o tè.
Oggi ne esistono delle più disparate versioni, il più normale e originale bento è composto da riso ed okazu (diverse specialità di pesce, carne, verdure, onigiri, tempura, verdure cotte o marinate, tofu ed altri cibi varianti a seconda della stagione) accompagnati da una tazza di tè verde. 
Tutto disposto in deliziose forme tipicamente giapponesi. 
Ma ultimamente la moda ha sfiorato l'artistico.
Ci sono bento che riproducono personaggi di anime e manga: Hello Kitty, Totoro, piccoli animali graziosi e molto altro, ce ne sono un'infinità e tutti talmente carini da avere pena a mangiarli. Quest'ultimi tipi di bento, molto personalizzati, si chiamano kyaraben (キャラベン, abbreviazione che sta per "bento dei personaggi").
L'estetica del bentō è essenziale: esso viene dato ai bambini per portarli a scuola ed agli adulti in ufficio, ma anche ai picnic ed alle feste ( non so se avete presenti gli hanami, di solito nei pic nic sotto la fioritura degli alberi di ciliegio, i giapponesi sono soliti consumare il pasto con dei bento) . Perciò devono essere comodi, carini e pratici. In Giappone essi assumono anche valenze particolari, sentimentali. Spesso nei manga e negli anime le ragazze portano all'innamorato un bentō preparato a mano da casa, mentre il bentō consegnato al mattino dalla moglie al marito è un tenero modo di far capire che lei tiene a lui. Sebbene sia possibile trovare i bento in moltissimi luoghi in tutto il Giappone (negozi del risparmio, bentō shops (弁当屋 bentō-ya ), stazioni ferroviarie e negozi di quartiere), è ancora comune per le massaie giapponesi spendere molto tempo ed energie per preparare una confezione per il pranzo ben fatta per se stesse, i propri mariti e figli.