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sabato 13 luglio 2013

Capcom 30th Anniversary Character Encyclopedia

Sono andata sempre pazza per la Capcom, da quando per la prima volta la sua scritta albergò davanti ai miei occhi mentre stavo per iniziare a giocare a Street Fighter II ed anche quello che ha fatto ultimamente mi piace moltissimo e per questo detiene un posto speciale nel mio cuore, come prima società di video giochi che ho veramente ammirato. Giochi come Mega Man, DuckTales, Chip ' N' Dale, Little Nemo, mondi dimenticati, ma come ho citato sopra, Street Fighter II mi ha colpito maggiormente; forse perché è stato il mio primo video gioco con la console Super Nintendo, forse perché sono ricordi di una ragazzina maschiaccio, ma per lungo tempo mi ha dato, e continua a darmi, ogni qualvolta che vedo delle immagini della Capcom, esaltazione infantile e ispirazioni per il disegno.

Lo scorso 11 giugno 2013, la software house di Osaka ha compiuto trent'anni di vita e per onorare l'occasione, pubblicherà una guida di strategie che verrà pubblicata dalla BradyGames e si intitolerà “ Capcom 30th Anniversary Character Encyclopedia ” . Questo tomo rigido conterrà 208 pagine e fornirà gli artworks e i funfacts per oltre 200 grandi personaggi della Capcom e conterrà ogni cosa da Ghosts ' n Goblins a Viewtiful Joe.

Purtroppo il libro non uscirà prima del 21 ottobre, ma è possibile prenotarlo o preordinarlo su Amazon dal prezzo che si aggira dai 12,65 ai 16,99 dollari. Con un legame e una connessione così viscerale che ho instaurato con questa società di video giochi, non potrei che raccomandarlo ad ogni patito e veterano dei video games.
Sapete mi piacerebbe proprio acquistarla questa enciclopedia, merita un posto d'onore nella mia libreria! :D

martedì 19 febbraio 2013

2NE1: belle e sempre più famose


Le 2NE1, che ora mai si stanno consacrando come stelle del pop, non solo nella loro Corea e in Giappone, ma anche a livello mondiale, hanno realizzato degli scatti per i numeri di riviste di moda dei mesi di Febbraio e Marzo 2013: Allure, Harper’s Bazaar, Marie Claire, Ceci & ELLE.




Bom for Allure.


















Dara for Ceci beauty & Elle.

















CL for Harper’s Bazaar.





















Minzy for Marie Claire.

giovedì 14 febbraio 2013

Buon San Valentino!




Oggi è San Valentino e in Giappone è un giorno molto particolare, non lo è solo per noi. Ma in questo paese, questa ricorrenza,  ha una risonanza più dolce, ha il sapore nuovo ed eccitante del vero e proprio primo amore. Risuona allo stesso modo ad ogni cotta e innamoramento, in pratica sembra di rivivere una scena di shojou manga ogni volta che una ragazza, chiamiamola Momoko, porge, al ragazzo che le piace, il suo cioccolato. Quel cioccolato che ha lavorato con tanto amore a casa; lo ha fatto sciogliere nel pentolino, lo ha versato nello stampino a forma di cuore e nell'attesa che il cioccolato si freddi, fantastica su come sarebbe potuta svolgersi la scena del momento in cui avrebbe dato il suo regalo a Hiroshi, chiamiamolo così.
Oppure la nostra Momoko, pigra o magari negata in cucina, ha semplicemente deciso di comprare quelle perfette e armoniose confezioni di cioccolatini, biscotti a forma di cuore o forse una mini tortina.
Ed ora viene il bello e la particolarità di tutto questo, che non si riduce all'azione del dare il cioccolato o regalo, assume un aspetto quasi da galateo del corteggiamento; la ragazza non riceverà risposta alla sua muta dichiarazione fino al 14 di Marzo, chiamato White Day, giorno in cui i ragazzi che hanno ricevuto il cioccolato con confessione d'amore annessa, dovranno dare una risposta, con un regalo o un dolce prettamente di colore bianco, alla trepidante e innamorata ragazza, che per tutto il mese d'attesa, magari si limiterà ad osservalo sempre da lontano, oppure saranno amici e parleranno a spizzichi e bocconi, con impaccio, fino all'arrivo di quel 14 Marzo.
Noi oggi, giorno di San Valentino, limitiamoci a mangiarci tanta cioccolata e nel frattempo facciamo il tifo per  Momoko ;D.

Buon San Valentino dai ChokoreTomodachi 

domenica 30 dicembre 2012

Freddo? = Kotatsu!






Tomodachi, tra ieri e oggi fa molto freddo e la vostra Chi chan si è raffreddata, si è presa anche il mal di gola :( avrei proprio bisogno di un kotatsu... e se avete dei dubbi su che cosa sia, ve lo spiego subito ;).
Il kotatsu (炬燵) è il telaio in legno di un basso tavolino, sopra al quale viene posto un Futon o una pesante coperta. Sopra la coperta viene posto un piano di appoggio per consentirne l'uso come un normale tavolo, mentre sul lato inferiore della struttura viene montata una fonte di calore (tipicamente una resistenza elettrica). 
Il Kotatsu è usato esclusivamente nei periodi freddi in Giappone.
Attualmente  vengono utilizzate due tipologie di kotatsu, che differiscono tra di loro per la struttura e per il tipo di riscaldamento.
Elettrico: Il modello moderno di kotatsu (oki-gotatsu (置き炬燵) è composto dal telaio di un tavolo, sul lato inferiore del quale viene fissata una resistenza elettrica. La fonte di calore è, come già detto, una evoluzione della tradizionale pentola di coccio in cui venivano poste le braci. Alla struttura del kotatsu solitamente è fissato un futon leggero o un plaid. Un secondo futon (più pesante) viene collocato sulla parte superiore del kotatsu, e sopra a questo viene posizionato il piano di appoggio del tavolo. La resistenza elettrica fissata al lato inferiore del tavolo riscalda lo spazio sotto le coperte.
A carbone: Il tipo più tradizionale di kotatsu è costituito da un tavolo posizionato sopra una fossa scavata nel pavimento e profonda circa 40 centimetri (hori-gotatsu (掘り炬燵). Uno scaldino a carbone viene collocato nel pavimento della fossa, lungo le sue pareti o, come nel caso dei moderni kotatsu, attaccato al telaio del tavolo. Alcuni kotatsu da fossa sono dotati anche di una resistenza elettrica.
Adesso cercherò di fare una riproduzione fedele casareccia, in modo da non sentire freddo malconcia come sono.
Spero vi abbai divertito questo post e vi mando i miei più sinceri auguri di un buon anno.

KiaraNana

venerdì 23 novembre 2012

Un mese a Natale

Ciao a tutti! 
Il Piceno Nihon Manga è passato ed è stato un successo inaspettato ed ora i ChokoreTomodachi, esausti, si riposano un po', ma rimangono sempre con gli occhi aperti e attenti.
Mancando poco più di un mese a Natale, passano dalla veste kawaii, per indossare quella kawaii natalizia ahahahah ( non è cambiato poi molto) ^_^. 
Presto altre novità grafiche.
Per ora godetevi un piccolo anticipo dalla vostra Chi chan :D.


mercoledì 26 settembre 2012

DJ Mishi al Piceno Nihon Manga!











RULLO DI TAMBURI....TOMODACHI, SONO COSI' EMOZIONATA A PRESENTARE IL PROSSIMO OSPITE, se dico TOKYO FREAKS (ad esempio)...cosa vi viene in mente?! ♥ A me SOLO ed ESCLUSIVAMENTE ----> DJ MISHI!!! 

DJ MISHI, quando la musica asiatica invade le discoteche!!
Debuttato nel mondo dei club e delle discoteche italiane ormai 5 anni fa, DJ MISHI è ad oggi in tutto e per tutto il pioniere della musica giapponese/coreana in Italia. Creatore, dj e direttore artistico di grandissimi eventi tra i quali spiccano TOKYO FREAKS e ANIME NIGHT; le sue serate hanno spopolato in tutta Italia toccando importanti città quali Rimini, Reggio Emilia, Prato, Bologna, Milano, Foligno, Genova, Fano, Perugia e tante altre!! Grazie alla sua energia e professionalità, il pubblico si è subito affezionato alla sua figura e alle sue serate, rendondo così "DJ MISHI" oltre che una garanzia un vero e proprio punto di riferimento per tutti gli appassionati di musica asiatica e non solo!

*Velia*


venerdì 21 settembre 2012

Sailor Moon




Oggi tomodachi vi racconterò dell’origine del mio amore per il Giappone e tutti i suoi derivati.
Dedico questo mio ritaglio di scrittura a Sailor Moon.
Qui in Italia era il febbraio del 1995 e per la prima volta sui canali della mediaset fece la sua comparsa Sailor Moon. Fu amore a prima vista.
Iniziai a guradare l’anime da prima in maniera appassionata, ma ancora molto superficiale ( avevo pure sempre 12 anni ^_^) , poi cominciai ad approfondire tutto il mondo che circonada Usagi, la protagonista dell’anime, che per motivi di censura qui in Italia divenne Bunny.
Scoprii che in Giappone le ragazze a scuola indossavno uniformi alla marinaretta, scoprii i bento, scoprii le multicolore sale giochi giapponesi... Non riuscii a rimanere indifferente nè a Usagi nè al suo mondo, che improvvisamente colorò il mio.
Presi a disegnare Sailor Moon tanto, ma talmente tanto, che ora mai saranno ben diciassette anni che la disegno e che mi è rimasta nel cuore. Ma non è solo lei ad essermi rimasta dentro, anche tutti i personaggi della saga di Sailor Moon sono tutti a modo loro fantastici; il galante Mamoru, Ami con la sua intelligenza e timidezza, la matura Rei, la dolce e forte Makoto, la bella e spiritosa Minako, l’impavida Haruka, l’elegante Michiru, l’enigmatica Setsuna, la forza d’animo di Hotaru e per finire la piccola e sensibile ( quanto la madre) Chibiusa.
Guardando l’anime e leggendo il manga non si può non affezionarsi a tutti i personaggi, perfino i cattivi in quest’opera restano comunque simpatici, sdrammatizzando le situazioni più serie, o lasciano un romantico strascico di redenzione che solo Sailor Moon riesce ad estrapolare in loro.
Il manga qui Italia ha fatto la sua comparsa nel giugno del 1995, poco dopo l’apparizione dell’anime in tv, sotto le edizioni Star comics, composto da 49 piccoli volumi. Nella versione giapponese il manga è invece diviso in 18 takuboon e pubblicato dalla casa editrice Kodansha sulla rivista Nakayoshi.
In Giappone la versione originale è Sailor Moon (美少女戦士セーラームーン Bishōjo senshi Sērā Mūn, letteralmente "la bella ragazza guerriera Sailor Moon"), è un popolare anime e manga del genere mahō shōjo creato da Naoko Takeuchi all’inizio degli anni novanta ed esportato in numerosi paesi esteri. La serie prende il nome dalla divisa alla marinaretta, indossata dalle guerriere nella serie ( la sailor fuku) , che è una rielaborazione della divisa scolastica femminile obbligatoria in molte scuole giapponesi.
La serie getta le basi con il manga Codename: Sailor V, del 1991, per poi nascere ufficialmente con il titolo Bishōjo senshi Sailor Moon, lo stesso anno. La vera fama fu però raggiunta con la trasposizione animata, uscita nel 1992 e diventata una fra le più note espressioni della cultura pop giapponese del mondo, nonché uno dei maggiori successi dell'animazione giapponese su scala planetaria degli anni novanta, presso il pubblico infantile, adolescenziale e di giovani adulti appassionati di anime.
La serie anime è composta da cinque serie televisive (per un totale di 200 episodi), tre film cinematografici e diversi special televisivi. Dopo la conclusione della serie animata, Sailor Moon sfociò in una trasposizione teatrale, Sailor Moon musical, e in una serie televisiva live action, Pretty Guardian Sailor Moon. Come ogni altra serie di gran successo, la saga di Sailor Moon ha ispirato e prodotto numerosi articoli da merchandising, dai giocattoli ai videogiochi, dalla cancelleria scolastica fino ai prodotti alimentari.
Nel 2010 la GP Publishing ha pubblicato la ristampa del manga in 12 volumi, più uno di storie speciali, in più sta serializzando anche il manga di Codename: Sailor V. Sempre nel 2010 anche la mediaset ripropose la trasmissione dell’anime dopo la lunga battaglia dei diritti bloccati dalla stessa Naoko Takeuchi.
Questa estate ai festeggiamenti commemorativi del ventenario organizzato al Nikofare di Roppongi, è stato annunciato il progetto di un  nuovo anime per l'estate del 2013.
Che dire, nonostante la nostalgia che ogni tanto Sailor Moon mi procura, per me rivederla è come rincontrare una vecchia amica. Quella che nonostante passino gli anni, lei rimane sempre la stessa e tu anche, è una forma di certezza. D’altronde chi non ha sentito rassicurazione e forza sentendo le parole di Sailor Moon. Sfiderei chiunque a dire di non sentirsi come me quando si ritrova davanti l’immagine di Usagi. Ha volte riesce a darti un coraggio che solo un personaggio del genere può generare, sia in un bambino che in un adulto.
Ora nell’attesa della nuova serie animata, che si vociferia sia molto più simile al manga, sia dal punto di vista del design che della storia, vi lascio a entrambe le sigle, italiana e giapponese, e spero proprio di esultare come non mai quando rivedrò la mia “amica Sailor Moon”.


venerdì 14 settembre 2012

Il Daitarn 3!




Ciao a tutti Tomodachi oggi voglio parlarvi della cotta che avevo per Haran Benjo....
Scherzo! Ma ovviamente oggi, dato che siamo nella settimana dedicata al nostro ospite esperto di animazione giapponese, Guido Tavassi, mi prodigo a parlare ancora di più di anime.
Oggi voglio iniziare con il Daitarn 3, a parte la mia cotta per Haran, questo anime quando ero bambina è stato, ed è, uno dei miei preferiti nella categoria "robottoni", anzi lo definirei l'unico.
Daitarn 3 (無敵鋼人ダイターン3 Muteki kōjin Daitān 3, letteralmente: Daitarn 3, l'Invincibile uomo d'acciaio) è una serie anime televisiva giapponese di genere mecha, prodotta dalla Sunrise e creata da Yoshiyuki Tomino, autore anche di Gundam, con il mecha design di Kunio Okawara e le musiche di Takeo Watanabe e Yuji Matsuyama.
La serie, composta di 40 episodi, è stata realizzata nel 1978, e trasmessa per la prima volta in Italia nel 1980.
La trama dell’anime è molto essenziale ma appassiona comunque in maniera semplice lo spettatore.
All'inizio del XXI secolo, sulla Terra cominciano ad accadere strani avvenimenti e sparizioni misteriose di persone. Dietro a tutto ciò ci sono i "Meganoidi",cyborg creati su Marte dal professor Haran Sozo e poi sfuggiti al suo controllo. A capo di questa collettività meccanica ci sono Don Zauker (Don Zauser nell'originale giapponese), una sorta di mostro, molto simile a un Frankenstein, che parla in modo inintelligibile, e Koros, un'inquietante cyborg femminile dal fascino glaciale. Scopo finale dei Meganoidi è rendere schiavi gli esseri umani e trasformare i "migliori" in Meganoidi.
A contrastare i loro piani c'è però Haran Banjo, il figlio del professor Sozo, che pilota il gigantesco robot trasformabile "Daitarn 3". Ad affiancare Banjo ci sono inizialmente Garrison Tokida (maggiordomo tutto fare) e Beauty Tachibana (bionda mozzafiato figlia di un famoso imprenditore, ex-socio in affari del padre di Banjo). A loro presto si aggiungono Reika Sanjo (ex agente dell'Interpol) ed il piccolo Toppi (orfano salvato da Banjo).
I Meganoidi hanno sviluppato una tecnologia sorprendente con la quale hanno realizzato le "Macchine della Morte" (una strana sorta di astronavi/robot, spesso dotate di immense e improbabili mani) e che rende i Comandanti Meganoidi in grado di trasformarsi in "Megaborg", enormi robot da combattimento che daranno filo da torcere al Daitarn 3. La storia si sviluppa in maniera episodica, rivelando poco a poco il passato di Haran Banjo, la sua spettacolare fuga da Marte con i Meganoidi alle calcagna e le ragioni del suo odio per loro. Dopo una serie di mirabolanti avventure che spazieranno dalla fantascienza all'avventura all'horror e così via, Banjo e i suoi compagni combatteranno la battaglia finale, nel disperato tentativo di sventare il folle piano di Koros di far collidere Marte con la Terra.
A differenza di molte serie di "robottoni" sue contemporanee, in Daitarn 3 prevale un tono "giocoso" che, pur non evitando parti drammatiche o impressionanti, la rende decisamente atipica. Sono inoltre presenti dozzine di citazioni da cinema, libri, fumetti e TV: ad esempio, nell'episodio 32 la base dei Meganoidi è uguale alla Morte Nera di Guerre stellari; nell'episodio 36, dove Banjo è oggetto di tortura psicologica, uno dei cattivi si chiama Phroid, chiara parodia di Sigmund Freud; in un altro episodio Benjo prende parte alle riprese di un film di Kung Fu e così via. Senza contare che spesso la stessa serie risulta essere una parodia delle serie di robottoni in voga fino a pochi anni prima: per esempio in un episodio le due assistenti di Benjo vengono sostituite dai meganoidi, ma il protagonista se ne accorge subito perché "Non hanno lo stesso vestito di sempre" (ironia sul fatto che nei cartoni animati i protagonisti sono sempre vestiti allo stesso modo). Altra caratteristica peculiare della serie è che il Daitarn è uno dei pochi robot giganti dotati di proprie espressioni facciali.
Così com'è sopra esposta, la trama è aderente all'edizione italiana del 1980 - quella forse più conosciuta dal pubblico. Con il rilascio dell'edizione della Dynamic essa è stata messa in dubbio. Nel nuovo adattamento, più fedele all'originale, le motivazioni di Banjo si scoprono essere nettamente più personali e legate, più che ad una oggettiva necessità di contrastare la sete di conquista dei Meganoidi, al desiderio di Banjo di distruggere l'operato del padre, responsabile di avere usato come primi prototipi di Meganoide la moglie ed un figlio, privandolo così della madre e di un fratello.
I Meganoidi inoltre non avrebbero mai progettato di fare entrare in collisione Marte e la Terra né di schiavizzare gli esseri umani. Nell'ultima puntata infatti Koros rivela che il suo più grande desiderio era quello di partire con Don Zauker e tutti i Meganoidi per cercare un pianeta dove poter vivere in pace, ma che tale obiettivo era ostacolato da Banjo che aveva giurato di sterminarli. In effetti, durante la serie, gli ordini di Koros sono sempre quelli di distruggere il Daitarn: voler schiavizzare gli umani o conquistare la Terra ed altre cose simili sono obiettivi che molti comandanti perseguono unicamente per soddisfare la propria avidità personale.
Pertanto l'abbandono, nell'ultima puntata, di Banjo da parte di Reika, Beauty, Toppy e Garrison diventa più comprensibile - ma non per questo meno triste, in uno dei finali più mesti che le serie robotiche ricordino - se interpretato come la presa di coscienza, da parte dei quattro ex compagni di Banjo, dell'inutilità della loro passata lotta contro i Meganoidi, e di come questa sia stata, più che una lotta per la giustizia, la manifestazione dell'ossessione di un giovane uomo. Non a caso dopo aver vinto, Banjo, finalmente libero del suo odio, si ferma un momento a riflettere ed esclama: "Ma che cosa ho fatto?"
Ora dopo questo papiro di info, vi lascio alle foto tratte dall’anime e al prossimo anime Tomodachi.


[Fonte. Info Wikipedia]


mercoledì 12 settembre 2012

Storia dell'animazione al Piceno Nihon Manga


Buongiorno amici...è giunto il momento di presentare un altro ospite del PICENO NIHON MANGA 2012 ♥
E' uno scrittore che lavora per la casa editrice "Tunué", il suo nome è GUIDO TAVASSI! Ha scritto un libro intitolato "STORIA DELL'ANIMAZIONE
GIAPPONESE" che verrà presentato ufficialmente al Lucca Comics di quest'anno. La sua seconda tappa sarà proprio da noi!!!
Storia dell'animazione è il primo saggio che analizza in prospettiva storica tutto il complesso universo dell'animazione giapponese, comprendendo sia gli aspetti commerciali e industriali sia quelli indipendenti e artistici. Una miniera inesauribile di preziose informazioni sistematizzate cronologicamente dalle origini del fenomeno a oggi.
GUIDO TAVASSI è un appassionato di robot.....ragazzi preparatevi per un'intensa settimana a base di pane ed anime! ;)
Ecco i link della casa editrice Tunuè e dell'articolo ufficiale sul libro.
Casa Editrice:
*Velia*

martedì 4 settembre 2012

Chiho Saitou Sensei


Buon pomeriggio Tomodachi  ^_^
Oggi vi parlo di una delle mie mangaka shojou preferite e che ha influenzato molto il mio stile di disegno negli ultimi dodici anni di apprendimento della tecnica di disegno in stile manga.
Vi parlerò della sensei Chiho Saito.
Chiho Saitō , さいとうちほ, nata a  Tokyo29 giugno 1967,debutta nel 1982 con Ken to Madomoaseru ("La spada e la fanciulla" ambientato nella Francia medioevale) pubblicato dalla casa editrice Shogakukan, con cui ancora oggi lavora. Entrerà a far  parte del collettivo di autori noto come Be-Papas, le collaborazioni più conosciute qui in Italia con Be-Papas sono La rivoluzione di Utena e World of the S&M.
Il suo stile è elegante e affascina il lettore, le sue tavole sono veri e propri capolavori, sopratutto le storie ambientate in altre epoche storiche e in costume, la maggior parte nell'Europa medioevale, rinascimentale, barocca o del periodo romantico. 
Chiho Saito nelle sue opere ricrea perfettamente le atmosfere e le situazioni, sia sentimentali che misteriose, di ogni epoca. Ma è ottima anche nelle storie molto più attuali o di fantasia .
A volte nella trama le situazioni tra i vari personaggi sembrano ripetersi, ma Chiho sopperisce a questo piccolo difetto, creando veri e propri colpi di scena che lasciano il lettore sospirante o galvanizzato.
L'anatomia dei suoi personaggi non è perfettissima,( a volte i suo personaggi hanno gambe lunghissime XD) ma riesce a essere bilanciata dalla bellezza dei fisici e dei volti sia maschili che femminili.
Nella mia collezione ho molte sue opere: La Rivoluzione di Utena, Utena apocalisse adolescenziale, Kanon, Kakan no Madonna (La Madonna della Ghirlanda), Cesare Borgia, Valzer in bianco, Valzer delle magnolie, First Girl e World of S & M.
Ma tra tutti i suoi lavori che ho, quelli che preferisco di più sono La madonna della Ghirlanda e Cesare Borgia.
Nel suo modo di disegnare è velato il suo omaggio e influenza dello stile di Ryoko Ikeda (Autrice di Lady Oscar ovvero Versailles no Bara) e anche Utena stessa ricorda molto Oscar François de Jarjayes.
Per finire posso solo dire che sono follemente innamorata di Chiho Saito, mi ha fatto innamorare in ogni sua storia, per me è una delle migliori mangaka shojou e insuperabili.
Vi lascio ora ad alcune immagini delle sue splendide opere.






mercoledì 29 agosto 2012

Ho proprio fame...ho voglia di un o-bento!



Salve a tutti, dopo una lunga assenza (dovuta alla malattia), eccomi qui oggi a parlarvi di qualcosa che sicuramente conoscerete e che avrete visto molto spesso in anime e manga, sopratutto quelli che sono stati trasmessi e stampati a cavallo degli anni 60', 70', 80' e 90'.
Ultimamente ne vedo molti meno nelle nuove pubblicazione di nuova generazione, d'altronde è normale anche in Giappone alcune abitudini posso cambiare, no?
Quello di cui vi parlerò oggi è il bento! :D bentō (お弁当 obentō).
Il bento è un cofanetto di forma rettangolare, ma ne esistono anche di molte altre forme, dove viene sistemato al suo interno del cibo. Solitamente il bento viene consumato a mezzogiorno  (昼ご飯 hirugohan). La scatola è divisa in piccoli scomparti, che possono essere di egual misura oppure di uno scomparto più grande e altri più contenuti. Ma credo che questo dipenda dai gusti e dall'utilizzo che se voglia fare. 
Viene raccolto in della stoffa insieme alle  ( hashi), quelle che noi conosciamo come le bacchette, il tutto viene presentato come un piccolo e grazioso sacchettino. Tutto in questo singolare e artistico oggetto viene disposto nella maniera più precisa e armonica possibile. Il cibo al suo interno, l'abbinamento delle hashi, il cibo e la tovaglietta che lo avvolge.
Le scatole bentō sono di vari materiali e dimensioni: possono essere di plastica usa e getta, di legno o metallo. Semplici, stampate, decorate oppure addirittura opere artistiche laccate e fatte a mano. Alcuni hanno uno scompartimento thermos, che contiene riso mantenuto caldo o misonormalmente utilizzato come bevanda per il pranzo al posto di acqua o tè.
Oggi ne esistono delle più disparate versioni, il più normale e originale bento è composto da riso ed okazu (diverse specialità di pesce, carne, verdure, onigiritempura, verdure cotte o marinate, tofu ed altri cibi varianti a seconda della stagione) accompagnati da una tazza di tè verde. 
Tutto disposto in deliziose forme tipicamente giapponesi. 
Ma ultimamente la moda ha sfiorato l'artistico.
Ci sono bento che riproducono personaggi di anime e manga: Hello Kitty, Totoro, piccoli animali graziosi e molto altro, ce ne sono un'infinità e tutti talmente carini da avere pena a mangiarli. Quest'ultimi tipi di bento, molto personalizzati, si chiamano kyaraben (キャラベン, abbreviazione che sta per "bento dei personaggi").
L'estetica del bentō è essenziale: esso viene dato ai bambini per portarli a scuola ed agli adulti in ufficio, ma anche ai picnic ed alle feste ( non so se avete presenti gli hanami, di solito nei pic nic sotto la fioritura degli alberi di ciliegio, i giapponesi sono soliti consumare il pasto con dei bento) . Perciò devono essere comodi, carini e pratici. In Giappone essi assumono anche valenze particolari, sentimentali. Spesso nei manga e negli anime le ragazze portano all'innamorato un bentō preparato a mano da casa, mentre il bentō consegnato al mattino dalla moglie al marito è un tenero modo di far capire che lei tiene a lui. Sebbene sia possibile trovare i bento in moltissimi luoghi in tutto il Giappone (negozi del risparmio, bentō shops (弁当屋 bentō-ya ), stazioni ferroviarie e negozi di quartiere), è ancora comune per le massaie giapponesi spendere molto tempo ed energie per preparare una confezione per il pranzo ben fatta per se stesse, i propri mariti e figli.

sabato 28 luglio 2012

♥ La Doki-Doki Music ♥ Le Perfume


Le Perfume sono un gruppo composto da un trio di ragazze al top delle classifiche in Giappone. Formato da tre membri,Ayano OmotoYuka Kashino e Ayaka Nishiwaki, il gruppo è ben noto per le canzoni dal concetto futuristico e le loro prestazioni molto creative. Il sound viene prodotto da Yasutaka Nakata ( conosciuto anche per aver formato il gruppo "Capsule" di cui era produttore e compositore) che ha ottenuto numerosi riconoscimenti nel mercato musicale giapponese. Molti singoli dischi d'oro, 1 doppio disco di platino, 2 album d'oro e altro ancora.
Superando alti e bassi, sconfitte e successi, il gruppo riesce ad emergere con la loro prima major release nel 2005. Il primo grande successo è stato con la hit single "Polyrhythm" nell'anno 2007. Quest'ultima ha suoni molto techno, mescolanze alla musica pop. Possedeva una carica che permise alle Perfume di appare in molti programmi TV, annunci pubblicitari e perfino di essere inserite nella soundtrack del film "Cars 2". Il gruppo istantaneamente divenne l'icona pop top in Giappone. Il loro primo tour nazionale, fu lanciato nel 2008. Nel 2010 raggiunsero perfino la sede più ambita e importante in Giappone, il "Tokyo Dome". Il tour nazionale il "JPN" è durato per 3 anni. Vennero annunciate le tappe e le date che andavano dai 13 ai 22 spettacoli e l'audience prevista da raggiungere intorno le 200.000 persone, di fatti il "JPN" sarà uno dei più grandi tour della loro carriera.
Nel 2012 inizia un nuovo capitolo per le tre ragazze di Hiroshima. Con la loro realizzazione in Giappone, le Perfume ora una sfidano il mercato globale. Nell'attesa del loro debutto mondiale, partecipano agli eventi in Asia, Europa e Nord America. L'obiettivo delle Perfume ora, è quello di diventare artiste a livello mondiale.
E la loro storia continua...







venerdì 27 luglio 2012

いらっしゃいませ!!!!

L’uscita per raggiungere il mio hotel, il “Sunlight” di Shinjuku, era “Lumine Est”. Avevo il check in alle 12, fortunatamente erano appena le 11 e dalla cartina che avevo stampato non sembrava così lontano dall’uscita della metro. Scesi le scale facendo attenzione a seguire il senso di marcia indicato sugli scalini, trascinando dietro di me la valigia e la borsa piena di fogli e foglietti. Seguivo attentamente tutte le indicazioni per Lumine Est, senza perderne una, se non ero sicura tornavo indietro a leggere, la stazione di Shinjuku era un vero e proprio labirinto, negozi a non finire, persone che correvano a destra e sinistra. Ragazze e ragazzi che scherzando si spintonavano, mi sembrava di essere in un anime. Tutto aveva una luce dorata e l’aria che furtiva penetrava da fuori era fresca e briosa, sembrava tutto perfetto.

Trovai l’uscita dopo una quindicina di minuti, salii una rampa di scalini grigio cemento e pian piano vedevo i tetti dei grattacieli schiantarsi contro un cielo blu intenso. Un cielo limpido e puro. La mia preoccupazione era trovare l’hotel, ma una volta fuori non riuscii a fare a meno di guardarmi in giro, Shinjuku era una giostra di luci, colori, persone e odori di cucina. Trascinavo la valigia e la mia mente era presa da tutto quello che c’era intorno, cabine telefoniche di diversi colori (per chiamare in diverse zone – urbano/interurbano – internazionale) ragazzi fermi sotto una tettoia che fumavano (in Giappone si può fumare solo in determinate zone all’aperto) taxi che sfrecciavano e si sentiva in lontananza un suono piacevolissimo all’udito, scoprii solo dopo che era il “verde” per l’attraversamento pedonale. Di tanto in tanto passavano furgoncini con musica sparata a mille, che presentavano il nuovo brano di questo o quel cantante Jpop o Jrock, passando davanti i negozi si sentiva sempre qualche commessa che con una vocina “mignon” sbandierava un いらっしゃいませ (irasshaimase) una sorta di “Prego siete i benvenuti!”. I ristoranti erano tutti in piena attività e ad ogni angolo sbucava fuori una mega insegna blu a caratteri katakana rossi che indicava un karaoke. Tutto a Shinjuku sembra pieno di vita, le immense e multicolori insegne sembrano ammiccanti, tutto è una trappola per gli occhi. Mi incamminai per la parallela di Yasukuni Dori alla ricerca della traversa fortunata (in Giappone le strade non hanno un nome ma si contraddistinguono con una metodologia particolare che vi spiegherò con calma nelle prossime puntate..se dovessi scordarlo Vi prego di ricordarmelo. NdA) girai un angolo e dal frastuono rombante e fascinoso tipico di una megalopoli, mi ritrovai immersa nel silenzio più assoluto. Beh silenzio assoluto direi proprio di no, poiché a Tokyo, non so se lo sapete, ma ci sono tantissimi corvi, che oltre a fornire un buon sottofondo gracchiante, sono davvero belli grossi!
Comunque mi ritrovai un scenario completamente diverso, ero davanti al Tempio Hanazono (Jinjia Shrine) che come indicava la mia cartina era vicinissimo all’hotel, effettivamente bastava guardarsi intorno e avrei subito visto l’insegna, ma ero troppo presa dal primo tempio in cui mi imbattevo. Bellissimo, c’erano pochissime persone e ognuna era presa in un rituale diverso, ci sono diversi templi, alcuni sono shintoisti ed altri buddisti la differenza la fa il loro interno. Quello che comunque caratterizza tutti i templi sono i Tori che troverete ovunque, i Tori sono delle porte sacre e non vanno mai attraversati passando per il loro centro, perché quello è il passaggio riservato agli Dei. Vanno attraversati in entrata tenendosi sulla sinistra e in uscita sulla destra, ma posso assicurarvi che i due sensi di marcia li ho spesso confusi (probabilmente anche ora eheheheh). Feci un giro all’interno ma non mi trattenni molto, con la valigia sui ciottoli diciamo che non passavo proprio inosservata; quindi sentendomi fissata in modo poco piacevole, decisi di avviarmi verso l’uscita e proseguire la ricerca. Una volta fuori mi è bastato davvero alzare lo sguardo e vedere l’hotel che mi aspettava, non vedevo l’ora di lasciare tutto, darmi una sistemata e partire alla volta di “Harajuku”.
In hotel furono tutti cortesissimi, mi diedero la mia camera, la n°109, lo ricordo ancora perché nonostante curassero molti clienti stranieri, il parlare inglese è abbastanza ostico per i giapponesi, quindi quando dicevo “one hundred and nine” mi guardavano con aria perplessa, allora per agevolare l’impresa dicevo “one-zero-nine” e così ogni volta che rientravo, se trovavo lo stesso portiere mi sorrideva e senza indugi mi porgeva la chiave; dotata di un mastodontico portachiave.
Dalla mia finestra si vedeva la via del tempio, e si sentiva benissimo il gracidare dei corvi giganti, lasciai la valigia, mi sistemai un po’ la faccia (che dopo 12 ore di volo era più simile ad un’ opera di Picasso) e poi scesi sotto intenta a prendere la Yamanote e ricaricare la mia “Suica”che sostanzialmente è una carta pre pagata per i viaggi in metro (Vi regalerò una chicca sulla Suica nella nota successiva NdA).

Shijuku è stata casa mia per ben 12 giorni e ritornerò spesso a parlavi di lei...Ve lo posso assicurare, giustamente questo è solo un piccolo assaggio. 



*Velia*

giovedì 26 luglio 2012

After Doki Doki by Night






Konnichiwaaaa Tomodachii!
Eccomi reduce dalla nostra serata firmata ChokoreTomodachi. 
E' stata in assoluto la serata più emozionate, bella e soddisfacente che io abbia mai visstuo in tutta la mia vita. 
Nonostante il mal tempo  ci abbia sfidato,  noi Chokodachi siamo riusciti a riunire tante persone in un evento unico e tutto incentrato sul Giappone. L'ambiente era accogliente, rilassante e colorato come ci si aspetterebbe di vedere in un locale giapponese. Un miscuglio di colori, di profumi, di moderno e tradizionale.
Tutte le performence dei nostri ospiti e collaboratori sono state sublimi e lasciavano sognanti gli occhi dei nostri spettatori. 
Musica, gioia e divertimento.
Ryo Fujimoto ha esaltato, trascinato e risvegliato la folla come non mai.
Non saprei come altro raccontare la magia che si è ricreata il 22 Luglio al Geko grazie ai ChokoreTomodachi e grazie agli ospiti d'onore che hanno cantato, ballato e suonato.
Grazie a Ryo HumanElectro Fujimoto.
Grazie a Daniele Schiavi ( dalla Fabbrica dei Sogni di Carta).
Grazie all'Hopera Ballet e a Antonella Ascani.

Grazie, grazie, grazie a tutti per l'amore che avete dimostrato di provare per noi.

Arigatou Gozaimasu dai ChokoreTomodachi.

Vi lascio al video della performance di Ryo Fujimoto!!


martedì 10 luglio 2012

Arriva il Doki Doki by Night

Sabato scorso, giorno in cui cadeva Tanabata, abbiamo fatto promozione al nostro prossimo evento il "Doki Doki by Night". E noi ChokorēTomodachi チョコート モダチ vogliamo ringraziare tutti gli amici che ci hanno permesso di fare un volantinaggio spietato, in occasione del Tanabata Matsuri, per il prossimo 22 Luglio!! GRAZIEEEE!!! Vi lascio qui sotto le foto del nostro Tanabata e  inoltre ♥ Vi ricordiamo: Doki Doki by Night, 22 Luglio - GEKO Live & Disco-Garden via dei Tigli, San Benedetto del Tronto....VI    ASPETTIAMO!!!!! ♥







 














venerdì 6 luglio 2012

Principe? No, grazie. Cavaliere Vampiro





Oggi torno a parlarvi di anime e manga, in particolare ieri, mi è tornato in mente Vampire Knight (ヴァンパイア騎士 Vanpaia Naito)
Shojo  Manga sceneggiato e disegnato da Matsuri Hino, edito prima dal gennaio 2005 sulla rivista LaLa e poi rilegato in tankōbon. In Italia quest'opera ci ha raggiunto nel 2006 ed è edita dalla Planet Manga. 
Il manga è ancora in corso in Giappone con un totale di 84 capitoli ( quest'ultimo uscirà il 24 Luglio 2012).
E' stata fatta anche la trasposizione animata di questo manga, diviso in due serie e trasmesse sulla TV Tokyo dal 7 aprile 2008, mentre in Italia  il 29 luglio 2009 è stato pubblicato da Kaze il primo DVD della serie anime doppiato in italiano.
Il manga è ben disegnato, lo stile della Matsuri è davvero molto pulito e fresco ( io in  adoro il suo modo di disegnare dettagli come le scarpe, i piedi, mani e anche particolari d'arredo). La trama è misteriosa e intrigante, anche se a mio parere alle volte diventa ripetitiva, ma il tutto viene attenuato dal continuo triangolo amoroso che c'è tra i protagonisti, Yūki Kuran ragazza allegra, buona ma che non sa di nascondere un mistero riguardante il suo vissuto familiare e le sue origini, Zero Kiryu ragazzo all'apparenza freddo, ma in continua lotta con se stesso e con l'amore che prova per Yuki ed infine Kaname Kuran personaggio altrettanto misterioso e ambiguo. 
Tutto ruota intorno a questi individui tra drammaticità e colpi di scena. Ma a proposito di drammaticità, questo manga nella sua versione anime, ha le più belle colonne sonore che io abbia mai sentito, inoltre le opening  e ending alla fine di ogni  puntata sono qualcosa di movimentato e tetro. Rendono alla perfezione le atmosfere dell'intera opera.
Quindi, come sempre, vi lascio ad un assaggio di questo invitante e sanguinoso shojo manga.